PROTAGONISMO STUDENTESCO
“…nella logica dell’autonomia il protagonismo degli studenti è necessario e deve essere valorizzato come elemento di effettiva crescita dei ragazzi, non come corollario da aggiungere a piacere. In questa logica il Ministero sta riorganizzando una serie di strumenti utili a definire nel modo migliore modalità e procedure per la corretta valutazione e realizzazione delle azioni di protagonismo studentesco. Oltre ad essere un compito specifico della scuola, l’attivazione di forme di protagonismo studentesco è funzionale anche al presidio di alcuni filoni di lavoro che il Ministro ritiene decisivi:
· la questione del disagio adolescenziale, che anche recenti studi di ordine sociale e psichiatrico indicano avere oramai raggiunto in Italia livelli d’allarme e che passa, ad esempio, attraverso i preoccupanti dati dei tentativi di suicidio, dell’autoloesionismo, dell’uso di sostanze alcoliche e stupefacenti;
· la questione dell’abbandono scolastico, strettamente collegata al punto precedente;
· la questione della legalità intesa non solo come denuncia di situazioni insostenibili (e che non riguarda solo le regioni e le scuole del Sud, ma che deve diventare elemento centrale per l’azione di tutta la scuola italiana) ma anche come attivazione nel quotidiano di comportamenti virtuosi e di rispetto del prossimo e della comunità;
· la questione della salute dei ragazzi, con particolare riferimento alla salute alimentare all’interno di dinamiche e comportamenti anche fortemente contraddittori (anoressia e bulimia, obesità, ecc.).
Il Ministro ritiene che la scuola, pur facendo già molto in questi ambiti, debba integrare e potenziare la propria azione a favore delle situazioni di fatica su cui servono nuove e diverse strategie. A fronte dunque di problematiche così evidente e rilevanti, si tratta di avviare nuovi percorsi formativi ed educativi…”
(tratto dalla relazione del Referente CPS sull’incontro con il Ministro della Pubblica Istruzione - Bergamo, 22 settembre 2006)